Tendinopatia del tendine di Achille
Il Tendine di Achille unisce i muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al calcagno (tallone).
Si tratta del tendine più grande e robusto del corpo umano ma è anche quello più soggetto a stress meccanico per le costanti forze di trazione che subisce durante la deambulazione.
Si ritiene che la tendinopatia dell'Achilleo insorga principalmente a causa di ripetute sollecitazioni e micro-traumi che nel tempo portano alla degenerazione del tendine e alla sua infiammazione.
Il dolore solitamente si manifesta partendo dal tallone e poi si irradia verso l'alto, al centro del tendine che appare ispessito e gonfio. I sintomi peggiorano durante il cammino e durante i movimenti che vedono impegnati i muscoli posteriori della gamba.
L'eccesso di sollecitazioni meccaniche però non basta da solo a spiegare l'insorgenza della patologia. La sofferenza del tendine di Achille è spesso dovuta anche a caratteristiche anatomiche sfavorevoli e alterazioni biomeccaniche che costituiscono veri e propri fattori predisponenti. Ecco perché i plantari su misura possono aiutare molto a trattare questa patologia.
Il piede cavo: un fattore di rischio
L'insorgenza della patologia è fortemente legata al piede cavo con retrazione del tendine di Achille. Questa condizione genera forte tensione sul tendine stesso e la contrattura dei muscoli posteriori della gamba.
Il paziente con tendinopatia Achillea spesso cerca spontaneamente un nuovo assetto posturale al fine di ridurre il dolore, per cui a distanza di tempo possono emergere nuovi sintomi da un'altra parte (ginocchio, anca, regione lombare o ancora il piede). Spesso il paziente per ridurre la tensione sul tendine di Achille la trasferisce istintivamente sui muscoli laterali della gamba (peronieri) ma la loro contrazione determina automaticamente una pronazione del retro piede non fisiologica e non sostenibile sul lungo periodo. La tendinite achillea dunque si può ridurre mediante meccanismi inconsapevoli di attenuazione antalgica del carico ma creando però altre patologie secondarie.
Plantari su misura per tendinite Achillea presso Ortopedia Bonzio a Brescia
L'uso di plantari su misura realizzati da Ortopedia Bonzio consente di ridurre lo stress meccanico sul tendine e aiuta a ripristinare l'equilibrio funzionale del complesso muscolo-tendineo posteriore (i muscoli del tricipite surale, il tendine di Achille, l'aponeurosi plantare).
I plantari in particolare permettono di attenuare le forze degli impatti, contenere i dismorfismi anatomici e le alterazioni di appoggio del piede a terra. Aspetti questi particolarmente importanti per i pazienti che svolgono le loro attività quotidiane in piedi per diverse ore, oppure praticano sport in c la corsa rappresenta un elemento costante.
Per ridurre la trazione sul tendine di Achille è molto importante realizzare nei plantari un adeguato supporto calcaneale con rialzo posteriore, questo ci consente di allungare e detendere l'Achilleo che può tornare a lavorare in condizioni molto più equilibrate e con una notevole diminuzione dei sintomi dolorosi.
Tallonette e rialzi? Meglio i plantari
A volte per ottenere questo effetto si consiglia al paziente di utilizzare semplicemente dei rialzi o "tallonette" che si acquistano già pronte di varie misure e che si posizionano dentro alla scarpa (sotto al tallone). Questi presidi però il più delle volte non sortiscono un beneficio soddisfacente in quanto sono realizzati in serie senza tenere conto delle caratteristiche del singolo paziente (manca completamente la congruenza anatomica tra l'ortesi e il piede) e senza avere elementi correttivi personalizzati di scarico e sostegno. In tal modo non è possibile ottenere una redistribuzione corretta della pressione plantare, che invece è fondamentale per il trattamento di tutte le patologie biomeccaniche del piede. Oltre a ciò va anche considerato il fatto che spesso questi rialzi sono realizzati con materiali inadeguati: troppo duri (possono essere mal tollerati e causare altre forme di talagia) oppure troppo morbidi (si schiacciano sotto carico perdendo così la funzione di rialzare).
I plantari su misura invece sono stratificati: la superficie superiore (quella a contatto con il piede) è in materiale elastico shock-assorbente, mentre la superficie inferiore è più rigida e indeformabile. In tal modo il plantare è confortevole ma allo tempo in grado di esercitare la funzione meccanica che si prefigge.
Tendinopatia inserzionale dell'Achilleo
Un altro caso particolare e frequente di tendinopatia dell'Achilleo è quella cosiddetta "inserzionale", che si manifesta più in basso, nell'area dove il tendine si inserisce sul calcagno. La sofferenza è dovuta in questo caso anche allo sfregamento del tendine contro l'osso del calcagno e la patologia è frequentemente associata a calcificazione all'interno del tendine (comunemente chiamata "spina calcaneale posteriore") oppure a esostosi (una escrescenza di tessuto osseo in eccesso) che viene definita "morbo di Haglund". L'esostosi al calcagno può essere particolarmente voluminosa e generare così un conflitto meccanico sul tendine di Achille con irritazione e infiammazione che si accentua per via dello sfregamento sul bordo posteriore della calzatura. La scarpa quindi andrà scelta con cura per ridurre al massimo l'attrito sul calcagno e sul tendine di Achille.
Anche i casi di tendinopatia inserzionale si possono trattare efficacemente con i plantari su misura, soprattutto perché la patologia può correlarsi a una fascite plantare o a una spina calcaneale inferiore in quanto il tendine di Achille e la fascia plantare sono parte di un unico complesso muscolo-tendineo.
In tali casi, oltre al sostegno posteriore per ridurre la tensione dell'Achilleo è opportuno predisporre anche uno scarico calcaneale. Con questo artificio si crea un "vuoto" sulla superficie del plantare in maniera tale da ridurre la pressione all'inserzione della fascia plantare, una regione anatomica spesso sovraccaricata e afflitta da dolore, cruciale per il trattamento ortesico di queste patologie.
Le calzature: non usare quelle con suola piatta!
Infine una raccomandazione relativa alle calzature: sono da evitare quelle con suola sottile e piatta perché non contribuiscono affatto a migliorare la situazione. Vanno scelte invece scarpe stringate con suola di una certa consistenza e rialzata posteriormente. Anche la tomaia non dovrà essere troppo bassa: il plantare solleva un po' il piede posteriormente e dunque c'è il rischio che il tallone tenda a scalzare fuori se la scarpa ha dei bordi non sufficientemente elevati.