La fascite plantare è una delle più frequenti patologie dolorose del piede.
La regione interessata è l'aponeurosi plantare: una ampia fascia di tessuto fibroso sotto al piede che si estende dal tallone fin quasi alle dita.
Si tratta di un disturbo infiammatorio e degenerativo per il quale si ricorre molto raramente alla chirurgia preferendo invece l'approccio conservativo, nell'ambito del quale trovano largo impiego i plantari.
La fascia plantare è costantemente sottoposta a sollecitazioni in quanto riveste un ruolo fondamentale nella trasmissione del carico durante il cammino e nel mantenimento della stazione eretta. Le alterazioni morfologiche e biomeccaniche rappresentano dunque i fattori di rischio principali per l'insorgenza della patologia. Vediamo in dettaglio alcune delle cause più frequenti:
- Alterazioni posturali e dismorfismi anatomici del piede (ad es. piede piatto, piede cavo, deviazioni in varo o valgo).
- Sovrappeso/obesità.
- Tensione del tendine di Achille.
- Eccesso di attività sportiva con ripetute e costanti sollecitazioni microtraumatiche (sport che prevedono corsa e salti).
- Utilizzo di calzature inadeguate con suole piatte e sottili oppure con tacchi alti (in entrambe i casi mantengono in uno stato di tensione il tendine di Achille e la fascia plantare).
- Debolezza, scarsa resistenza, scarsa elasticità delle strutture posteriori del piede.
- Svolgimento di attività lavorative che impongono di stare in piedi per parecchie ore al giorno (specialmente con indosso calzature antinfortunistiche).
L'ortesi è finalizzata al riequilibrio funzionale: il plantare - realizzato su misura da Ortopedia Bonzio, in base alle specifiche caratteristiche del paziente - serve per correggere gli eventuali dismorfismi del piede, sostenendo adeguatamente la volta plantare e distribuendo una pressione omogenea sulla superficie di appoggio del piede.
Nei casi di fascite è importante l'applicazione di un supporto calcaneale posteriore per ridurre lo stato di tensione dell'achilleo che si decontrae appunto rialzando il calcagno da terra.
L'utilizzo di rialzi o "tallonette" che si acquistano già pronte di varie misure e che si posizionano dentro la scarpa sotto al tallone, di solito non sortiscono effetti soddisfacenti in quanto non sono congruenti con l'anatomia del piede del paziente e non presentano alcun elemento correttivo personalizzato, pertanto non possono dare luogo ad una redistribuzione corretta della pressione plantare (che è fondamentale per il trattamento di tutte le patologie biomeccaniche del piede).
Nei casi di fascite plantare il disturbo può essere associato anche ad uno sperone calcaneale con dolore nella sede di inserzione della fascia plantare. Il dolore può migrare nella fase successiva della patologia dal tallone verso la pianta del piede. Il trattamento in questi casi prevede anche uno specifico scarico, ossia la creazione di un "vuoto" sulla superficie del plantare in corrispondenza di questa regione anatomica e riempimento in materiale shock-assorbente. Mediante questo artificio è possibile appoggiare sofficemente la parte dolente e caricare le altre porzioni esterne indolenti su una superficie più estesa per ridurre la pressione laddove è necessario che si riduca e con notevole miglioramento dei sintomi dolorosi.
Nei casi di fascite plantare va posta inoltre particolare attenzione alla deambulazione che si esplica con il piede atteggiato in supinazione (spesso un tentativo automatico da parte dei pazienti di ridurre lo stato tensivo della fascia plantare). L'ortesi pertanto andrà realizzata tenendo conto anche delle varie forme di deambulazione precauzionale con atteggiamento di compenso posto in essere di pazienti, il più delle volte imprimendo una spinta desupinante ai plantari per ripristinare una deambulazione fisiologica.