Sindrome pronatoria
La sindrome pronatoria è determinata da una deviazione del retropiede rispetto al fisiologico asse verticale dell'arto inferiore; in particolare il calcagno sul piano frontale risulta spostato verso l'interno, con inclinazione mediale superiore ai 15°. Questa condizione è molto spesso associata al piede piatto con riduzione o assenza della volta plantare e nei casi più gravi al cedimento dell'astragalo (piede piatto-valgo).
Vediamo ora come e perché trattare questa patologia con dei plantari su misura per il paziente adulto, ricordando che il plantare ortopedico, una volta completata la crescita, non ha la funzione di far regredire queste deformità (missione impossibile) ma è molto efficace invece nel trattare i dolori correlati.
Il piede pronato doloroso
Nella sindrome pronatoria la sintomatologia dolorosa dall'astragalo si irradia verso il malleolo tibiale, spesso anche con sofferenza della pianta del piede centralmente.
Si determina frequentemente un quadro clinico di tendinite del tibiale posteriore, cioè il tendine che passa dietro il lato interno della caviglia si infiamma e duole a causa della tensione e dell'usura.
L'inclinazione interna del piede comporta inoltre il sovraccarico della testa del primo metatarso con abduzione dell'alluce che può arrivare a stortarsi progressivamente nel corso degli anni.
Questi problemi sono puramente meccanici e vanno trattati pertanto con una giusta combinazione di sostegno e scarico che solo una ortesi confezionata su misura può apportare.
I plantari realizzati presso Ortopedia Bonzio sono finalizzati a ripristinare il più possibile l'equilibrio funzionale del carico che per effetto del valgismo si sposta medialmente. Nella lavorazione del calco si dovrà porre attenzione a sostenere adeguatamente l'articolazione sotto-astragalica per ridurre lo slittamento che ad ogni passo si verifica tra l'astragalo e il calcagno mentre quest'ultimo si dispone in pronazione. L'alloggiamento calcaneale con avvolgenza posteriore e le adeguate spinte correttive sui plantari contribuiscono a ridurre il disallineamento e a eludere la patologia.
Le complicanze sovrasegmentarie
È molto importante sottolineare che un alterato appoggio plantare causa disturbi non solo al piede ma anche al resto del corpo in quanto l'alterazione dell'asse di carico danneggia sul lungo periodo le strutture articolari sovrastanti (caviglia, ginocchio, anca, colonna vertebrale). Vediamo di seguito un paio di esempi.
Piedi pronati e dolore al ginocchio
Con la sindrome pronatoria si determina un sovraccarico laterale del ginocchio; quest'ultimo infatti si dispone in valgo seguendo l'inclinazione che il piede imprime a tutto l'arto inferiore: la rima articolare interna del ginocchio sollevandosi comporta automaticamente una compressione sul lato opposto andando a schiacciare la rima articolare laterale.
Si può innescare così una sorta di circolo vizioso: più il piede si dispone in valgo più il ginocchio tenderà a valgizzare. Se in età giovanile la deformità è ancora reversibile, in età avanzata diventa inveterata e non più correggibile a causa della progressiva fragilità delle ossa sottoposte in modo permanente a un carico fuori asse.
Sul lungo periodo il rischio della gonartrosi (artrosi del ginocchio) diventa concreto ma prima ancora la pronazione del piede può causare tipicamente una meniscopatia laterale oppure la cosìddetta "sindrome della zampa d'oca", una tendinite la cui insorgenza è molto legata a questi fattori posturali.
I plantari ortopedici su misura sono realizzati con attenta valutazione delle caratteristiche anatomiche e posturali di ciascuno. Variando l'asse di carico, contribuiscono in modo determinante a ripristinare l'equilibrio funzionale degli arti inferiori e in particolare del ginocchio, riducendo la comparsa delle patologie correlate all'alterato appoggio del piede.
Pubalgia e plantari
Nel piede pronato il ginocchio subisce dunque un carico deviato in valgo che a sua volta si ripercuote negativamente sui muscoli, in particolare gli adduttori, che non riescono più a lavorare in maniera sinergica e bilanciata con gli altri muscoli. Si può verificare così l'insorgenza di un'altra patologia molto frequente negli sportivi: la pubalgia. L'adozione di plantari su misura anche in questo caso può contribuire in modo significativo a ridurre lo squilibrio nel reclutamento della forza muscolare, specialmente se poi il paziente si impegna anche a seguire un percorso fisioterapico.
In conclusione possiamo dire che il plantare ha un compito ben più ampio di quello limitato alla sola patologia del piede e consente di ridurre complicanze future a pazienti che, pur essendo asintomatici, possono sviluppare patologie organiche non più reversibili a causa delle loro alterazioni biomeccaniche trascurate o sottovalutate.