Piede cavo e piede cavo-supinato

Il piede cavo è una alterazione morfologica del piede che comporta una accentuazione della volta plantare, sensibilmente più alta ed arcuata rispetto ad un piede anatomicamente regolare.
Osservando l'impronta di un piede cavo si noterà dunque una riduzione o interruzione dell'istmo che collega retropiede ed avampiede. Oltre certi limiti tale condizione determina una ripartizione del carico disfunzionale con una ridotta superficie di contatto del piede a terra e conseguente sovraccarico doloroso del pilastro di appoggio anteriore e posteriore.

Al cavismo dell'arcata plantare si possono associare o meno altri dismorfismi quali la pronazione del retropiede (piede cavo-valgo) oppure, molto più frequentemente si riscontra la supinazione del piede (piede cavo-varo), ossia una deviazione laterale rispetto all'asse verticale dell'arto inferiore. Tale assetto comporta una inclinazione esterna del piede che nel tempo può provocare danni significativi all'apparato locomotore.

Il piede cavo può avere prevalentemente cause:
  • Congenite (familiarità con le caratteristiche anatomiche dei membri del proprio nucleo familiare).
  • Traumatiche (ed es. esiti di fratture complesse, lesioni tendinee gravi).
  • Neurologiche, espressione di malattie neuromuscolari e del sistema nervoso centrale.

Plantari su misura per piede cavo e piede cavo supinato presso Ortopedia Bonzio a Brescia

I plantari su misura sono finalizzati a migliorare l'equilibrio funzionale del paziente
La realizzazione di ortesi costruite su calco presso il laboratorio della Ortopedia Bonzio consente di distribuire la pressione in maniera omogena sulla superficie di appoggio del piede, riducendo le tensioni che causano i sintomi dolorosi.

Riempimento e sostegno dell'arco plantare
Nei casi di piede cavo va posta particolare attenzione a non sollevare in eccesso la volta plantare per non "cavizzarla" ulteriormente, si realizzerà pertanto un sostegno fisiologico per appoggiare la volta longitudinale e laterale del piede, ovviare così al "senso di vuoto" e alleviare lo stato di tensione tipico del piede cavo.

Ridurre la tensione dell'Achilleo
Nel piede cavo patologico l'eccessiva altezza della volta plantare è dovuta alla retrazione del sistema achilleo-calcaneo plantare cui si associa la brevità degli altri muscoli cavizzanti. Più questi sono retratti, più il piede diventa cavo determinando tensione del tendine di Achille e del complesso muscolare rappresentato dal tricipite surale. La tensione si riduce e si annulla mediante l'uso di plantari con adeguato supporto calcaneare. Sostenendo posteriormente il piede quel tanto che basta per compensare la brevità di tali strutture la sintomatologia migliora perché si riduce la tensione sui muscoli cavizzanti e sul tendine di Achille.

Il sovraccarico metatarsale
Nel piede cavo i carichi giungono con andamento più verticale e su una superficie di appoggio ridotta. Se a questo si aggiunge il fatto che nel piede cavo l'altezza del retropiede è maggiore rispetto a quella dell'avampiede si determinano le condizioni per un progressivo sovraccarico delle teste metatarsali. Anche nel piede normale in realtà il pilastro posteriore e anteriore non giacciono sullo stesso piano ma nel piede cavo, per la suddetta brevità dell'Achilleo, questo slivellamento aumenta eccessivamente.
Si deve quindi predisporre sui plantari adeguato sostegno dietro le teste metatarsali per ridurre le forze di carico con l'applicazione di vari elementi di supporto in latice o gomma espansa che possono variare in base alle caratteristiche anatomiche e funzionali di ogni singolo paziente.

La supinazione: una postura di compenso
Come abbiamo già visto nel piede cavo patologico a carico del tendine di Achille e del tricipite surale si instaura una condizione di tensione che coinvolge anche i muscoli cavizzanti (peronieri, tibiale anteriore, tibiale posteriore). Progressivamente a causa dell'affaticamento di questi muscoli spesso il piede tende ad appoggiare in supinazione (cioè inclinato sul bordo esterno) quasi alla ricerca dell'appoggio mancante nel piede cavo.
In altri casi, il marcato abbassamento della volta trasversa e in particolare del 1° raggio si accompagnano a sovraccarico doloroso della prima testa metatarsale con frequente griffe delle dita. La conseguenza è ancora una volta la progressiva supinazione dell'avampiede messa in atto spontaneamente dal paziente per sottrarre pressione sulla 1° testa metatarsale mediante una attenuazione antalgiaca del carico.
È molto frequente dunque avere in associazione al piede cavo un orientamento varizzato del piede che andrà corretto con adeguata spinta pronatoria sui plantari per ripristinare un appoggio neutro evitando l'insorgenza di ulteriori complicanze come il sovraccarico delle teste metatarsali laterali.

Piede cavo e lombalgia
Il paziente con il piede cavo assume tipicamente un atteggiamento in flessione del rachide con il bacino anteposto. Questa postura di compenso è più o meno accentuata a seconda dell'entità della retrazione del sistema achilleo-calcaneo plantare tipica del piede cavo.
Il rachide col passare degli anni può presentare spesso protrusioni discali e altri fenomeni degenerativi innescati da una postura alterata a causa di una trazione costante della catena muscolare posteriore dell'arto inferiore. Il dolore a "fascia" a livello lombare è piuttosto comune e si può ridurre in maniera significativa anche con l'uso di plantari su misura. Altre terapie possono portare ad una riduzione della contrattura ma poi la deambulazione causando ancora la tensione del sistema achilleo-calcaneo plantare riproduce nuovamente la sintomatologia.